FRUTTI DIMENTICATI

Volevo ampliare questa già interessante sezione ambiente informando i lettori del blog di una cosa che forse non tutti sanno. Sarà capitato sentendo discorsi di genitori o nonni di sentir parlare di frutti oggi introvabili, strani e spesso molto più buoni dei nostri. Per chiunque volesse tornare a far vivere un ricordo ho scoperto un’azienda che vende piantine antiche e autoctone. I normali vivai se ne hanno spesso non sono le originali, mentre il titolare di “Il Sorbo” di Frontino lo considero un “eroe del verde” perché fin da piccolo ha recuperato da vecchi casolari del Montefeltro fino 200 tipi diversi di piante antiche (mele rosa, pere giardino o del perdono, cachi cioccolatino, sorbe, ecc). Da parte mia ritengo che queste piante non debbano far parte solo di una sorta di museo, ma dovrebbero tornare a far parte delle caratteristiche di un territorio. Sto mettendo in pratica quest’idea arricchendo gratuitamente una zona pubblica del mio paese con piante recuperate in zona e moltiplicate da solo (come gli imponenti gelsi bianchi e neri o i prolifici fichi “mattaloni”, ecc.) e acquistando quelle più rare. Ritengo anche che ogni Comune debba cominciare ad inverdire le proprie zone con piante tipiche del territorio (come sta già avvenendo in qualche Comune del nostro entroterra) oltre che per una BELLEZZA paesaggistica anche per un valore STORICO, per garantire la famosa BIODIVERSITA’, e perché no anche un consumo a KM 0 di prodotti in via d’estinzione solo perché difficili da gestire dal commercio globalizzato, ma dai sapori più intensi. Concludo dicendo a chi avesse già a disposizione una pianta antica di conservarla e possibilmente di non disperdere quei geni.

Daniele


 [aggiornamento del 21-04-2013]

Volevo completare il precedente articolo dedicando questa pagina ad una mia piccola soddisfazione personale: il ritrovamento della PERA GIARDINO. E’ un’antica varietà che era molto famosa nei dintorni di Pesaro, ma anche circoscritta, visto che nell’entroterra già non è conosciuta. A qualunque persona di una certa età si chieda se la conosce risponderà di sì, ma se si chiede di poter trovare una pianta la risposta non sarà altrettanto positiva.
L’anno scorso però per caso mi è capitato di notare, tra il bordo di una strada molto trafficata ed un campo, una piccola pianta mal messa, forse ricresciuta da una più vecchia e mai curata, che faceva da cornice ad un cancello arrugginito vecchio stile,  chissà da quanto tempo non più usato. Da questo alberello pendevano piccoli frutti a forma di goccia, strani perché di un colore rosso bordeaux molto intenso, talmente insolito e contrastante con il verde del fogliame che inizialmente non avevo neanche capito cosa fosse.
Man mano che le passavo davanti con i miei viaggi da pendolare, i frutti crescevano fin trasformarsi all’inizio d’agosto in delle belle pere giallo/rosso bordeaux. Attinsi alla memoria di mio padre che mi confermò che quelle erano proprio le pere giardino, forse chiamate proprio così per il loro aspetto elegante, oltre al sapore delicato.
Ora Santini, il titolare del vivaio “Il Sorbo”, si sta prodigando a riprodurre questa specie evitandone l’estinzione.
Aggiungerò anche questa varietà sul parco pubblico che mio padre sta curando, possibilmente innestandolo sul franco (selvatico di pero) sia per non alterare le caratteristiche, che per ottenere quelle belle piante grandi ed alte proprio come ce n’erano una volta.
Sul parco già trovano posto le MANDORLE AVOLA, una varietà dalla forma affusolata  e dal guscio fragile e poroso, ritrovate perché attirò la mia attenzione una pianta dal diametro enorme, in mezzo ad un campo, che lasciava intravvedere tutta la sua antichità, ma dal vigore non più intatto perché vittima della modernità, ora che gli aratri, scavando più a fondo, attentano sempre più alle sue radici.
Impiantate anche le SORBE, frutto dall’insolito sapore a metà tra una pera sotto spirito ed un cioccolatino al rum, belle d’aspetto ma paradossalmente gradevoli al palato solo quando abbruttiscono, a novembre, diventando marroni , raggrinzite e molli al tatto.
Presenti anche le RUSTICHELLE, i COTOGNI ed a breve anche altre varietà di ciliegi, albicocche, susine ed altre piante comuni  magari inclassificabili come tipo ma di sicura provenienza antica ed autoctona.
Ma la specie che più necessitava di essere salvata era proprio la pera giardino e, se tutto va bene, mi sentirò orgoglioso di aver realizzato una seppur piccola cosa per la comunità.

Daniele

pere giardino

rustichelle

ciclabile1


 [aggiornamento del 12-07-2014]

Finalmente sono riuscito a ritrovare anche questa mela antica: piccola, verde, aromatica, leggermente aspra e con la particolarità di maturare in estate tra giugno e luglio. Nelle epoche passate era famosa per il suo potere dissetante, e per questo i contadini la consumavano durante i lavori di mietitura del grano ed oggi, neanche a dirlo, è quasi estinta.

All’apparenza è confondibile con una normale mela ancora acerba, in realtà si tratta di una varietà ormai rara che rappresenta un pezzo di storia. Vista anche la particolare facilità di moltiplicazione che non necessita di alcun innesto ma soltanto di polloni, in autunno provvederò ad impiantarla nel parco tra le altre antiche varietà.

Daniele

mela_mietitura

6 risposte a FRUTTI DIMENTICATI

  1. Daniele scrive:

    Girando per caso su internet ho scoperto che in provincia di Ancona hanno realizzato un parco con la mia stessa filosofia, anche se in un contesto molto più ampio e strutturato. L’articolo è molto interessante anche perchè narra di come si presentavano le campagne di un tempo, descrivendo un ambiente diverso da quello che vediamo ora. E’ importante che in ogni zona esistano queste realtà, perchè l’Italia ha una grande biodiversità da preservare che varia anche in pochi chilometri di distanza. L’articolo è questo http://www.parcoilfruttetodelmonte.it/sottologo.htm

  2. Fabio scrive:

    Ciao, colleziono piante dimenticate e mi piacerebbe sapere dove posso comprare un pollone/pianta di queste mele della mietitura?
    Grazie
    Fabio

    • Daniele scrive:

      Ciao Fabio, anzitutto perdonami per l’estremo ritardo con cui ti rispondo. È un po’ di tempo che non aggiorno il blog e purtroppo mi sono perso il tuo commento.
      Mi congratulo per la tua attività di collezionismo di piante dimenticate: più siamo meglio è!
      Riguardo al reperimento delle mele “della mietitura” sono sicuro che Santini del “Sorbo” di Frontino le abbia. Ricordo in particolar modo di aver visto nel suo libro fotografico una gran varietà di mele. Anzi, probabilmente saranno anche geneticamente più autentiche delle mie che ho trovato tramite passaggio di conoscenze.
      Magari fammi sapere se nel frattempo le hai già trovate.
      Grazie

  3. Daniela Angeloni scrive:

    Vorrei piantare un rustichello.
    Sono di Pesaro. dove potrei acquistarlo?
    Grazie.

    • Daniele scrive:

      Ciao Daniela, personalmente quando devo acquistare qualche pianta mi rivolgo al vivaio di Antonio Santini “Il Sorbo” perché è l’unico del quale mi fido riguardo all’autenticità delle specie. Peccato solo perchè Frontino non è proprio a due passi. So che anche altri vivai in zona Pesaro propongono piante antiche, però non li conosco personalmente.

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