11 aprile 2011 14:00 Il medico di famiglia

La scorsa settimana sono stato male, malanni fuori stagione.
Non sono andato al lavoro per via della febbre e pertanto ho avuto la necessità del certificato medico.

Mi sono quindi deciso ad andare dal dottore: era ormai qualche anno che (grazie al cielo) non avevo più avuto bisogno di una sua visita. Così nel pomeriggio sono andato in ambulatorio, anche con l’intenzione di chiedere consiglio su come prevenire questi raffreddori che ultimamente sono diventati un po’ troppo frequenti.

Lo studio apriva alle 16… sono arrivato alle 16:05 ed ero già il settimo paziente in attesa. Vabbè pazienza, aspetterò…
Finalmente ecco le 17:00… dopo un’ora di attesa era da poco entrato il n° 3 !!!! E come se non bastasse nel frattempo erano pure arrivati i tanto odiati rappresentanti farmaceutici e dunque, avendo priorità (non s’è capito perchè un paziente, un malato, valga meno dei rappresentanti!) sarebbero passati avanti a me e agli altri… da settimo che ero sarei entrato ora come ottavo.

Accidenti, ma possibile?! Ero lì, in attesa di un banale certificato ed una visita di appena 10 minuti… e avrei dovuto aspettare 3 ore con la febbre addosso??? E’ diventata questa la sanità pubblica? A causa dei famosi tagli al bilancio?
Eppure un tempo non era così. A parte le visite a domicilio molto più frequenti e facili (ora devi stare proprio malissimo) da parte del medico, ricordo bene che quando andavo in ambulatorio si attendeva una ragionevole mezz’ora.

Dunque… o il mio medico è bravissimo e mezza città vuole farsi visitare da lui, oppure il contrario: non sa guarire i suoi pazienti e pertanto eccoli lì che tutti stanno male. Ironia a parte, temo che il problema sia la quantità di pazienti che un medico può avere: 1500!!! Saranno mica un po’ troppi?!

Concludendo, non ce l’ho più fatta ad aspettare: indignato e deluso ho restituito il mio numero 7 e sono tornato a casa rinunciando alla visita.

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