16 marzo 2011 16:12 Nucleare o non nucleare?

In Giappone non si sa ancora quale sorte avranno le centrali nucleari danneggiate dal sisma; le notizie continuano ad alternarsi, una positiva ed una drammatica. L’attenzione di tutti è ormai quasi esclusivamente sulle centrali, al punto che sembra già essere in secondo piano la catastrofe provocata dallo tsunami cancellando vite, case, industrie.

A questo punto non ho più dubbi.
Sono da sempre stato per il NO alle centrali nucleari in Italia, eppure recentemente a forza di sentirne parlare in positivo ho cominciato a pensarci, perchè no?! Non ne ero ancora convinto, però iniziavo a rifletterci.
Chissà, forse anche per rassegnazione in quanto il Governo è deciso a realizzarne nel nostro Paese. Ovvio che sia a favore, capirai sono tutti vecchi, quando le centrali entreranno in funzione ormai saranno già passati a miglior vita. Che gl’importa a loro? Intanto risolvono i problemi di adesso e si tengono la poltrona, pazienza se il futuro sarà compromesso, affari dei più giovani!!

Seguendo in questi giorni gli eventi in Giappone, è evidente che il nucleare è una tecnologia che l’uomo non può ancora gestire, se qualcosa va storto, per quanto puoi essere stato previdente, ne perdi il controllo. E una volta che l’hai perduto le conseguenze possono essere gravissime, non sai dove arriverai: ci si muore!
Sebbene gli incidenti nella storia siano stati fortunatamente pochissimi, ne basta anche uno soltanto per fartene pentire amaramente… e ci va dimezzo la salute, di gran lunga il bene più prezioso.

Non puoi dire, male che vada: al diavolo, stacca la spina e buttiamo via tutto!
No, qui ci sono le barre di combustibile che si surriscaldano fino a fondersi. La temperatura è così alta che possono fondere la gabbia di acciaio e fuoriuscire anche dal guscio esterno di cemento armato se questo è danneggiato (ad esempio da un terremoto come nel caso di Fukushima).
C’erano tre sistemi di sicurezza per raffreddare l’impianto e chi per un motivo, chi per l’altro, hanno fallito tutti e tre. Ed è noto che i Giapponesi lavorano bene.

Pensate in Italia… al bisogno scopriremmo che il guscio contenitivo della centrale non è in cemento armato come dovrebbe, ma è stata usata sabbia per risparmiare poiché i soldi se li è intascati qualche assessore! Ma va, che italica novità?!
Dai, ripensandoci, siamo probabilmente il popolo meno adatto alla costruzione del nucleare.

Concludendo, non me ne frega niente se c’è bisogno di più energia in Italia ed è necessaria una maggiore indipendenza dall’estero. Preferisco pagarla di più, usarne di meno e magari vivere di più al buio, ma vivere!


DECADIMENTO SCORIE NUCLEARI

Interessante come vengono smaltite le scorie radioattive prodotte dalle centrali: si sotterrano! E si aspetta… sì, migliaia di anni!
La linea nera (PWR) indica il decadimento della radioattività per l’uranio impoverito. La nera tratteggiata è il livello di radioattività che ha al suo stato naturale, in natura. Ebbene prima che ritorni a tale condizione devo trascorrere ben 1 milione di anni!


FUNZIONAMENTO DI UNA CENTRALE NUCLEARE

Per coloro un po’ più tecnici, una schematizzazione di come funziona una centrale nucleare.


Infine segnalo questo articolo del sole24ore che spiega in maniera semplice come funziona una centrale e cosa sta accadendo a Fukushima.

3 risposte a Nucleare o non nucleare?

  1. Prince scrive:

    A differenza di te invece non ho mai avuto dubbi sul NO al nucleare, ma non perché adesso è successo tutto questo, ma da sempre perché è un sistema troppo contro natura, con conseguenze troppo estranee ai cicli umani e della terra, ed è tutto troppo IRREVERSIBILE: una sola cosa imprevista e le conseguenze le trascineremo per sempre. Troppo poco chi dice”ora le centrali sono più sicure”: per i pericoli a cui si va incontro la sicurezza dovrebbe essere totale, e ciò si sa che è impossibile. Molti poi affermano “ma tanto le abbiamo anche in Francia, è come se fosse qua”…appunto! Meno ce ne sono e meno probabilità di disastro ci sono, è matematico! E non sono discorsi retorici: ora lo stiamo vedendo, ma non si può sempre aspettare di raschiare il fondo per capire le cose e dire “ah, era meglio che…”. Si dice che i periodi peggiori facciano le persone migliori…spero proprio che la famosa scadenza del 2012 sia proprio questo: un risveglio delle coscienze piuttosto che altro. Ma passando al lato pratico sono contento che ultimamente vedo sempre più pannelli fotovoltaici sui tetti della mia zona, io sto informandomi sul minieolico verticale che ha meno impatto visivo, e riallacciandomi al tuo paragone non farebbe male neanche andare un po’ “a lume di candela”: ci ha vissuto tutta l’umanità fino ad ora, come è possibile che noi non riusciamo a fare a meno proprio di niente?! Sono contento anche di dimostrare che è possibile vivere bene con una misera stufa a legna ed accorgersi di dormire con 10°C in camera solo perché un giorno ho messo il termometro, sono abituato con qualche coperta in più e un maggior riscaldamento mi dà fastidio. Sarà ridicolo, ma sto scrivendo al pc con un giacchetto addosso, quando ci penso su mi fa sorridere, e se facesse sorridere a tutti significherebbe che avremmo molto meno necessità di energia…fate due conti…preferite sorridere o preferite il nucleare?! Con questo non dico di far tutti come me, ma abbassare un po’ i riscaldamenti e mettere un maglione in più si può, e così tante altre piccole cose. Assurdi i discorsi che a volte sento “mica si può tornare indietro?!” o “mica si può tornare all’era della pietra”…ma chi ha mai detto questo?! Ai livelli a cui siamo arrivati oggi solo per dire di rallentare un po’ attuando uno sviluppo sostenibile, di investire sempre più sulle rinnovabili e sulle tecnologie per il risparmio non credo si torni indietro, ma al contrario riducendo gli inquinamenti si avanzerebbe con una maggior qualità di vita…E’ ARRETRARE QUESTO?! Si fanno poi continue campagne di sensibilizzazione alla prevenzione dei tumori consigliandoci di “scannerizzare” ogni parte del nostro corpo, è nobilissimo, ma ha poco senso se non si fa niente a monte. Concludendo penso che riversando gli investimenti e la ricerca sulle rinnovabili piuttosto che sul nucleare l’efficienza e la varietà dei sistemi aumenti sempre e raggiunga alti livelli come su ogni cosa in cui invece si investe e si dà opportunità di sviluppo.

  2. Roberto scrive:

    Grazie del commento, hai ragione!
    Che cos’è l’eolico verticale?
    Il pannello solare va benissimo sui tetti delle case o altre strutture, ma è inguardabile quando te lo ritrovi in piena campagna e dove prima magari c’era un campo di grano ora c’è una distesa di questi vetri neri.

    PS x tutti gli altri: non sta esagerando, questo dorme veramente con 10°C in camera!!

  3. Prince scrive:

    L’eolico verticale è un’idea geniale nella sua semplicità. Invece dei classici minieolici a forma di “ventilatore” ne esistono varie tipologie ad asse di rotazione verticale, tra le quali una a forma di torciglione…una sorta di “fusillo” che a mio avviso risultano con minor impatto visivo perché tendono a confondersi con i comignoli, non necessitano di direzionarsi per intercettare il vento e sembrano anche più robusti. Sono anche economici…alla fine è una semplice dinamo. Si tende a dire che le nostre zone non sono adatte per l’eolico, ma spesse volte ho notato che esistono piccole aree in cui l’aria forma dei corridoi, e più o meno queste sono sempre ventilate. Comunque riguardo ai rendimenti farò sapere di più quando mi sarò informato qui a Bottega di Colbordolo o a Calcinelli.
    Riguardo ai pannelli nelle campagne ti do più che ragione, tanto che mi sono informato e so che le leggi sono un po’ cambiate a contrasto dell’installazione selvaggia, riguardo invece all’applicazione sulle fabbriche si trovano difficoltà a volte con le strutture troppo vecchie, ma vedo che in generale stanno progredendo.
    Per concludere aggiungo solo questo: a Pontevecchio di Colbordolo è stato restaurato e convertito un vecchio mulino cinquecentesco per la generazione di elettricità, e ricordo che i nostri territori erano disseminati di bellissimi mulini…pensate un po’ senza creare dighe ma anzi valorizzando il territorio quanto potrebbero ritornare utili. Le opportunità sono molteplici, in Danimarca hanno una super-produzione da energie rinnovabili tanto da poterne esportare…non vi sembra molto strano che solo da noi sia tutto impossibile e difficoltoso?!

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