20 gennaio 2011 21:00 Senza grilli per… la camera

Nell’articolo precedente ho ricordato quanto il vivere in città mi abbia alienato dalla natura.
Questo mi riporta alla mente la vacanza della scorsa estate sul lago Trasimeno, in un agriturismo: un vero agriturismo. Vero nel senso che era realmente immerso nella campagna tanto che per raggiungerlo bisognava percorrere una strada sterrata ricca di buche mettendo a dura prova i pneumatici dell’auto. Talmente nel verde che il nostro appartamento all’arrivo era già abitato… dai grilli! E qui è venuto fuori il cittadino che è in me, da sempre abituato all’asettico cemento.

Paura dei grilli?! Ma dai! Ucciderli assolutamente no, e perché mai?! Ero io l’invasore nelle loro terre. Dovevo però farli uscire, sarebbe stato per me impossibile dormire  sapendo che un grillo avrebbe potuto saltarmi in faccia o finire sotto le coperte. Così alla fine ho dovuto prenderli uno ad uno con le mani (in verità per mezzo di un tovagliolo!) e rimetterli in giardino. Ne avrei fatto volentieri a meno, ahimé provavo un certo fastidio nel toccarli, forse ribrezzo, non saprei. Non me ne ero mai reso conto prima di quanto la vita cittadina mi abbia disabituato agli insetti al punto da temere dei poveri grilli. Pazienza i ragni (eppure da piccolo ci giocavo!), è pur vero che esteticamente non sono proprio così carini come ce li propongono i cartoni animati:
…ma essere infastidito dal toccare dei grilli… è imbarazzante!

2 risposte a Senza grilli per… la camera

  1. Prince scrive:

    …dovrebbe essere stato bellissimo assistere alla scena, ti ci vedo con la tua espressione rassegnata cercare di raccogliere con garbo quei poveri grilli…:-) Comunque le tue riflessioni su l’alienazione dalla natura da parte nostra mi ha fatto venire in mente (oltre ai grilli che ti saltavano attorno) a tutte le specie animali selvatiche che ci vivono relativamente vicine ma non abbiamo quasi mai occasione di vedere. Penso ad un breve tratto di strada che collega Monteluro e S.Stefano di Gradara (la strada liguria) che per fortuna e per necessità sono costretto a fare e che specie nelle ore notturne mi regala incontri insoliti con volpi, daini, civette e soprattutto istrici, tanto che uno in particolare l’ho chiamato “il collega” perché avevamo gli stessi orari, e al ritorno dalla morosa mi attraversava davanti infastidito sculettando qua e la i suoi irti pungiglioni, ed immaginavo che anche lui tornasse o andasse ad un appuntamento analogo. Di giorno invece si possono incontrare le affascinati gazze ladre, pavoncelle, ecc. Ancor più facile è imbattersi nei ricci, tanto che spesso la sera vengono a banchettare a casa mia con gli scarti dell’orto o anche con il cibo dei gatti che non possono far altro che guardarsi attorno un po’ disorientati…e comunque consiglio di prenderne uno in mano per la sensazione che dà nonostante gli aghi. Bellissimi poi gli incontri con le lepri nelle campagne attorno Morciola, quando non te l’aspetti vedi quelle lunghe orecchie dalle punte scure che ti lasciano impietrito e ti permettono di osservarle solo per pochi secondi per poi vederle sparire in pochi attimi con una velocità e leggiadria unica attraverso tutto un campo. E sempre in zona si son visti anche i segni del passaggio di qualche cinghiale!…tutti avvistamenti che paradossalmente decine di anni fa erano impossibili così vicino le abitazioni, il motivo è lo spopolamento delle campagne, l’incuria dei fossati, ecc. Ma consiglio, poco prima del tramonto, di fare giro nella strada che da Borgo Massano esce e porta al ristorante I due ruscelli o all’agriturismo Montespino….sembra strano ma proseguendo pian piano con la macchina e guardandosi attorno è molto facile imbattersi nei daini…incantevoli; e con un po’ più di fortuna, scendendo a fare una passeggiata ascoltando i suoni della natura o raccogliendo qualche mora può accadere di sentire muovere le fronde e scorgere uno scoiattolo. Solo del famoso gatto selvatico non ho più notizie (in dialetto “el gat pos” letto con la “o” chiusa dato il suo profumo non proprio Chanel n.5), chi l’avesse avvistato mi faccia sapere. E come ripeto per vedere tutto questo non occorre nemmeno andare chissà dove, per non parlare poi di tutto ciò che ci sfugge sotto gli occhi riguardo le specie vegetali scoprendo che sono commestibili anche le cose più impensabili…ma questo lo commenterò se Roberto farà una “puntata” sulle specie vegetali, visto che si sta avvicinando anche la primavera.

  2. Roberto scrive:

    Wow che varietà!
    Gli istrici li ho visti anche io! Dopo oltre i 30 anni, ma li ho visti!
    Uno praticamente in piena città, sul momento ho faticato a capire cosa fosse. Sia a me che alla mia ragazza era parso di vedere un bambino con uno zainetto sulle spalle attraversare la strada! Solo dopo un pò abbiamo realizzato cosa fosse.
    Un’altra volta è capitato, sempre di notte in auto, mentre rientravamo nella villa della fidanzata di AD ad Arezzo. In quell’occasione ne ho visti più di uno, da vicino e per una buona manciata di secondi! Fantastici i lunghissimi e ondeggianti aculei!

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