26 maggio 2014 19:59 Backup Mania

file_copyFinalmente ne ho preso coscienza: c’ho la fissa per i backup.
Il paradosso è che nel tentativo di mettere in salvo e proteggere i mie file, combino più danni di quanti ne farei non copiandoli!

Ho cominciato quando le copie si facevano su CD. Presto abbandonati perché, alla faccia della durata, nel giro di qualche anno invecchiavano ed erano da buttare.
Poi arrivarono i DVD, più longevi.
Oggi è d’obbligo l’uso di hard disk USB vista la mole di dati: tantissime foto, musica, video che ormai si registrano in alta definizione… grazie a questo pretesto ho potuto dare sfogo alla mia incontenibile ammirazione per gli hard disk (link).

Altra valida soluzione potrebbe essere il cosiddetto Cloud: caricare i file su un disco remoto tramite Internet, tipo Dropbox o Google Drive. Nei sistemi di questi colossi i dati sono al sicuro e salvati in chissà quante copie. Certamente non vanno persi per un guasto al disco.
Ma non mi fido lo stesso. E se un giorno decidessero improvvisamente di chiudere il servizio e tanti saluti?! O se… un colpo di Stato rendesse inaccessibile Internet?!    😮

L’obiettivo è dunque far copie dei propri file cosicché, in caso di problemi al computer di casa, questi possano essere recuperati dal disco di backup.
Ho persino dislocato le copie in diverse abitazioni. Non è follia: è insensato avere una copia perfetta dei propri dati se poi questi sono conservati nello stesso posto… in caso di furto o incendio andrebbe tutto perduto!

“Accidenti, ma cosa devi conservare di tanto prezioso?!”
Un bel niente!
Me ne sono reso conto da poco, mentre mettevo ordine. Ho dato un’occhiata ai file che mi trascino dietro da anni, migrati da un computer all’altro e transitati attraverso numerosi dischi: tanta roba inutile! Ad esempio, conservavo ancora i fax di disdetta degli abbonamenti ADSL di tanti anni fa…   😯

Certo, ho anche cose importanti a cui tengo e non vorrei perdere: fotografie, filmati, ricordi.
Anche questo poi è da vedere… una volta c’erano i rullini, un paio d’album di fotografie da 24 lo si riguardava volentieri.
Con le fotografie digitali si arriva presto ad avere svariate centinaia di scatti: chi ha voglia di guardarle?! Cerco di limitarmi ma tra foto mie, famiglia, figli, eventi, sono già numerose… e non le ho mai riguardate. Le conservo gelosamente chissà per chi, per cosa e se verranno mai riguardate…

Talvolta durante queste migrazioni è successo di perdere qualcosina, convinto di aver copiato tutto mi sono accorto troppo tardi che invece quel file era rimasto sul disco originale, formattato e rivenduto.
E non basta aver copiato, conservato e ritrovare un vecchio documento: deve anche essere funzionante.

wrong_passwordFunzionante. Già, perché sebbene ritenessi la cosa estremamente improbabile, anzi impossibile… è invece accaduta!
Pochi giorni fa tentato di riaprire un’immagine disco DMG creata anni fa e protetta da password.
Non funziona! Non si apre più, non accetta più la password! E non c’è soluzione, tutto il contenuto è irrecuperabile!
Perché?! Com’è successo?! File danneggiato? Non si sa, semplicemente non accetta più la password che ho sempre usato.
Colpa di MAC OS X che nei vari aggiornamenti ha introdotto qualche incompatibilità con se stesso!? Verosimile (e se così, gravissimo!), cercando su Internet scopro di non essere l’unico ad avere un DMG che fino ieri si apriva e all’improvviso è diventato inaccessibile. Nessuno ha trovato una risposta né la soluzione.

mypassport03bA proposito, oggi leggevo di hard disk (WD myPassport, come i miei) il cui blocco con password un bel giorno ha smesso di funzionare rendendo inaccessibile l’intero disco. Addirittura in altri casi s’è attivato da solo impedendo all’utente di accedervi perché ovviamente non conosceva la password, non avendola mai creata prima…!!!
Viva la tecnologia!

Epilogo: i backup maniacali sono controproducenti; devo smettere.

2 risposte a Backup Mania

  1. Simone scrive:

    Idem…. Io però non metto password perché non mi fido di me stesso .

  2. Daniele scrive:

    Comunque è vero riguardo alla mole eccessiva di foto e documenti che si conservano oggi. Mi ha fatto riflettere un’intervista in tv di un famoso fotografo che conservava migliaia di scatti. Si è accorto in realtà che le foto a cui teneva veramente erano pochissime, e tutto il resto poteva essere buttato.
    Anche l’ormai obsoleto metodo di sviluppare le foto dal rullino era più rilassante: facevi quelle essenziali che servivano, le conservavi in una scatola di metallo e non ci pensavi più. Era solo piacevole ritrovarle.

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