15 luglio 2013 23:57 Antifurto per la casa

house-thiefAlcuni mesi fa ho cambiato casa e nell’occasione ho deciso di installare un antifurto. Avevo il desiderio di monitorare la taverna, non ero mai vissuto in una casa su più livelli e l’idea di avere più accessi dall’esterno non mi piaceva, come dormire tranquillo senza sapere cosa accadeva di sotto?! Se c’era qualcuno??
Il mio sogno era avere una consolle di controllo, possibilmente accessibile anche via web, da cui visualizzare lo status di tutti i sensori installati e relative porte/finestre.
Fantascienza.
Siamo nel 2013 ma ancora ste cose sono impensabili, per lo meno in Italia non ho trovato nulla del genere. Non alla portata delle persone comuni. Per qualcosa di simile, un antifurto professionale installato da persone del mestiere occorre qualche migliaio di euro.

Cercando su internet ho trovato alcune soluzioni fai-da-te molto più economiche ed ho scelto quella proposta da un’azienda italiana di cui ho letto bene e fa un gran marketing. Non so se la centralina è un loro progetto o meno, di certo non lo sono i sensori, decisamente cinesi e reperibili anche altrove sotto altre sembianze essendo un prodotto ‘standard’ (tipo di codifica e frequenza).
Per fai-da-te si intende che il tutto va montato e configurato da sé. Il montaggio è banale, la configurazione pure.

Scrivo questo articolo principalmente per rendere chiari un paio di aspetti a cui non avevo affatto pensato e mi hanno molto deluso.

I sensori sono wireless e ciò ne rende estremamente rapido il montaggio. Il più usato è quello di tipo magnetico normalmente usato su porte e finestre. Ma i senza-fili portano degli svantaggi.

  • Il sensore magnetico rileva soltanto la fase di apertura della porta/finestra; se questa è già aperta non accade nulla! Dunque se attivo l’antifurto ma ho dimenticato la porta della taverna aperta, non me ne accorgo!

Grave limitazione del sensore, ma ahimè sono tutti così… per sua natura, il wireless, deve consumare poco altrimenti la batteria si scaricherebbe in poco tempo. Per questo motivo si innesca solo durante l’apertura, altrimenti dovrebbe segnalare di continuo lo stato della porta/finestra con conseguente consumo di energia.
In media la batteria –dicono– dovrebbe durare qualche anno. Naturalmente se è installato su una porta di frequente passaggio durerà di meno rispetto ad una che sta quasi sempre chiusa; ogni apertura comporta una trasmissione via radio e quindi richiesta di corrente alla batteria.
Ho letto di altre centraline e sensori che invece fanno proprio ciò che desideravo, cioè avvisarti che la porta è rimasta aperta, ma la durata della batteria è data per soli 6 mesi.

  • Altro limite gravissimo dei sensori wireless: altroché consolle per visualizzare lo status dei sensori… qui non c’è alcuna segnalazione di batteria scarica!

Sì, proprio così. E allora come te ne accorgi?! Beh, sul sensore magnetico c’è un LED che s’accende quando apri la porta/finestra ad indicare l’avvenuta trasmissione radio alla centralina. Quando noti che questo LED non s’accende più… la batteria è scarica! 😯
Patetico. E siamo nel 2013, che tecnologia!
Sul sito, tra le caratteristiche del sensore magnetico, si legge: “il dispositivo segnala lo stato di batteria quasi scarica con largo anticipo” …falsissimo!!!
Altri tipi di sensori, tipo il PIR (sensore di movimento) o quello di fumo, hanno un apposito LED che lampeggia quando la batteria va sostituita. Già meglio, ma devi comunque farci attenzione.

Una cosa che m’ha ingannato è la decantata ‘doppia frequenza‘ della centralina e sensori disponibili. Pensavo che un sensore trasmettesse su due frequenze in modo da scongiurare eventuali interferenze che maschererebbero il suo segnale.
Macché! Doppia frequenza significa soltanto che puoi scegliere la frequenza del sensore, o l’una o l’altra, 434MHz o 868MHz.

Il sistema ha altri piccoli difetti che, occupandomi di elettronica da una vita, non ho potuto fare a meno di notare. Bastava davvero poco in più per avere un prodotto decisamente migliore. Fossi ancora ragazzo e con tanto tempo libero certamente ne riscriverei tutto il firmware!

Nel complesso il giudizio è tuttavia positivo, paragonato al costo. Il kit completo l’ho pagato 359€€ e c’era pure l’incentivo statale per il recupero fiscale del 50%. Quindi, ottimo prezzo.

Concludendo, un paio di note positive:

  • Mai avuto un falso allarme, e questo è molto importante.
  • Mai avuto problemi di copertura radio, anche se collocati in zone lontane e difficili i sensori riescono comunque ad allarmare la centralina.

Un giorno magari mi deciderò a scrivere una sorta di recensione dettagliata del prodotto, forse attirandomi lo sdegno dell’azienda produttrice, che pur coi suoi difetti la valutazione finale è comunque positiva.

2 risposte a Antifurto per la casa

  1. Mauro scrive:

    Ciao Roberto,
    Anche io, mi trovo con gli stessi tuoi dubbi. Anche io, come penso te, ho una certa esperienza in elettronica, e non mi sono mai interessato al campo antifurto. Ora che mi interesso per installarlo a casa, mi sembra tutto così assurdo: un professionista chiede migliaia di euro per mettere roba che ha la stessa tecnologia di 20 anni fa.
    Io pensavo di trovare dei sistemi flessibili, programmabili, integrabili alle tecnologie esistenti e oramai alla portata di tutti (web, ip cam, mobile..). Macchè! niente di tutto questo! Mi viene in mente che un sistema artigianale fatto magari con arduino o raspberry pi possa essere assolutamente più flessibile e anche più sicuro, non essendo “standard”.. e costa meno della soluzione più economica cinese che trovi su e-bay.
    I sensori wireless non mi hanno mai convinto troppo (come si comportano in vicinanza di un jammer??).
    Immaginiamo telecamere, che ti avvisano via mail o sms se una persona (non un cane o un oggetto) entra in un’ area definita dall’ utente. Farlo con un antifurto professionale, quanti soldi richiede?
    Farlo artigianalmente costerebbe pochissimo, con un mini pc e software apposito (mi viene in mente vitamin D, ad esempio).. anzi potrebbe avvisare solo se non riconosce la persona, sfruttando il riconoscimento facciale..
    Immagino che come me e te tanti si siano scontrato con questa realtà “strana” di questo settore in cui la più tecnologica novità sono i fumogeni per “disorientare” il ladro..
    possibile non esista una piattaforma open e relativi progetti per riportare questo settore ai tempi attuali (e non dico nel futuro) e non lasciarlo agli anni ’80?

    • Roberto scrive:

      Grazie del commento, non so che aggiungere, la pensiamo allo stesso modo ed entrambi siamo stati disillusi dalla realtà dei fatti.
      Dagli anni 2000 mi aspettavo molto di più!

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