14 giugno 2012 20:00 Il terremoto

Quanti ne ho sentiti e che brutti ricordi affiorano. Queste spiacevoli esperienze devono avermi lasciato il segno, o meglio una crepa tanto per rimanere in tema. Quasi mi da fastidio il solo sentirne parlare e ancor di più ironizzarci sopra, fosse anche solo per sdrammatizzare.

Per oltre trent’anni ho vissuto al 5° ed ultimo piano di un palazzo, dove a 20 metri d’altezza si avvertono davvero bene pure le scosse meno importanti. Da qualche anno invece abito al 1°: fortunatamente la differenza è notevole, qui si sentono appena. Sì, al primo piano sei un po’ soffocato dalle case circostanti e mi manca la visuale panoramica di prima, ma ciononostante mai più vorrò abitare in alto!

D’accordo, è normale che al quinto piano si avvertano di più le scosse (non oso immaginare come sia al decimo e oltre!), è la normale elasticità della struttura che se invece fosse rigida si frantumerebbe subito. Okay, la fragilità di un edificio non c’entra granché con l’altezza. Ma la paura sì, ne è direttamente proporzionale.

Le scosse notturne secondo me sono le peggiori: le vivi poco, nel senso che quando ti svegli, inerme, al buio e col letto già traballante ormai è cosa fatta; ti rendi conto dell’accaduto quando è già quasi finito. Ma essere svegliato di soprassalto dal terremoto rende la paura più intensa.
Viverlo durante la giornata è diverso, lo spavento è un po’ meno forte forse per via della luce del giorno e del fatto che sei cosciente: ti illudi di poterti difendere in qualche modo. In questo caso la paura è prolungata, perché il terremoto te lo subisci per tutta la sua durata.

Un ricordo, sebbene un po’ offuscato, è ancora ben marcato: forse è stato il primo sisma che ho avvertito e di cui mi sono reso conto da piccolo. Difficile stabilire quanti anni avessi, forse attorno i 12/14? Dividevo ancora la camera con mio fratello. Siamo stati svegliati dal letto che tremava e un sordo boato simile ad un tuono in lontananza.
Credo fosse sempre in occasione di questo evento che la sera, io e la mia famiglia, terrorizzati all’idea di passare un’altra notte in balia degli eventi, abbiamo preferito dormire nel capanno –di legno– in campagna da mio nonno (notte tra l’altro difficoltosa perché accanto c’era il pollaio e il rumore delle galline che ruspavano era incessante! 😛 ).

Anche in altre occasioni ho pensato di dormire fuori casa, in auto ad esempio… ma poi, passata la fifa e giunta sera, torna il coraggio e ci si azzarda a trascorrere un’altra notte all’ultimo piano, in alto. Sempre col telefono cellulare accanto, perché mi dava un vago senso di sicurezza l’idea di poter chiamare soccorsi nel caso rimanessi –vivo– sotto le macerie (che razza di pensieri! 😯 ).
La stessa lieve sicurezza me la dava una scrivania accanto al letto, tipico (quanto blando) rifugio consigliato in caso di terremoto. Una volta mi ci sono buttato sotto, nel sisma tra Umbria e Marche della tragica mattina del 1997. Per qualche motivo ero a casa; è stata la più forte che ho avvertito, ha spostato persino il televisore (uno di quelli vecchi e pesanti CRT).

Che razza di invenzione i terremoti.
Voglio la casa di legno.

Una risposta a Il terremoto

  1. Prince scrive:

    Forse pochi sanno che un grave terremoto interessò le nostre zone ed il centro Italia il 30 aprile 1279, che probabilmente causò il danneggiamento del castello di Montecchio (di S.Angelo in Lizzola) che era situato sul monte. Non si hanno nemmeno disegni del castello perchè scomparve in antichità. Consola il fatto che sembra non fosse messo molto bene già prima di questa data. Sarebbe interessante poter rapportare questi eventi antichi ad una odierna scala sismica.

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