19 maggio 2012 14:21 La testa fra le nuvole

La memoria, che bello sarebbe averne di buona e abbondante.
Purtroppo spesso mi capita di non riuscire a ricordare le cose come vorrei. Che fastidio!
Leggo, vedo, imparo ma dopo un po’ di tempo, settimane mesi o anni, se mi occorre ricordare quella data cosa… zero! In mente mi ritrovo solo l’azione di averla letta, vista, imparata, magari ricordo anche come e dove ma non il contenuto! Come una scatola: la vedo, so cosa contiene, ma non posso guardarci dentro. 😯

…mmhh… non ricordo… di che stavo scrivendo?? 😆

Che fastidio! E che spreco di risorse: leggere un interessante libro e ricordarne poco o nulla. Mai un avvenimento storico, una citazione. O cose semplici. Per esempio oggi ragionando su qualcosa sono arrivato col pensiero alle macchine fotografiche Reflex e istintivamente mi sono chiesto: quali sono le peculiarità di una Reflex? Come funziona? Ho in mente l’azione di aver cercato e letto informazioni in proposito, nulla di complicato, eppure… zero! Non me lo ricordo.

Sarà l’età?! No, bene o male sono sempre stato così. E non si tratta di una cosa legata al tempo: non dimentico soltanto cose imparate anni fa, possono essere anche molto recenti.
Penso sia una questione di concentrazione.
Se ad esempio sto leggendo qualcosa che difficilmente mi tornerà utile, due giorni dopo probabilmente starà già uscendo dalla mia testa lasciando solo il ricordo di esserci passata. Insomma il mio sistema non alloca spazio per memorizzare file che difficilmente utilizzerò in futuro, oppure informazioni facilmente reperibili all’occorrenza. Ottimizza lo spazio. Forse è colpa della tecnologia, Internet e la sua infinita quantità di informazioni sempre disponibili hanno reso la mia memoria svogliata.

Numerose le occasioni in cui durante una lettura o ascoltando una spiegazione il mio cervello se la prendeva comoda: “non devo sforzarmi di ricordare, se in futuro mi serviranno queste informazioni potrò ritrovarle facilmente altrove“.
Altri fatti invece li ricordo benissimo. Dunque sono tendenzialmente distratto.
Per fortuna sul lavoro il più delle volte non mi capita: riprendo software e progetti interrotti ricordando in pochi minuti perfettamente dov’ero rimasto. Meno male, sarebbe un guaio altrimenti!

E che dire della mia inesistente memoria fotografica (in particolare applicata ai volti)? Posso giustificarmi dicendo che non sono fisionomista, ma alla fine dei conti è lo stesso inconveniente di cui sopra.
Se oggi conosco una persona, ci ho a che fare per un’oretta e domani la incontrerò inaspettatamente per strada, certamente non me ne accorgerò neppure! Chissà quante figuracce ho fatto passeggiando in centro e non salutando chi avevo conosciuto pochi giorni addietro!
Capita anche il contrario, talvolta saluto persone che lì sul momento, incontrate per strada ed in preda ad un caos cerebrale mi pare di conoscere… subito dopo quando il ricordo è ormai divenuto più nitido, mi rendo conto che non era la persona che pensavo fosse e tutto sommato neppure così somigliante!

Come farò quando, tra qualche anno, mio figlio comincerà a chiedermi “cos’è? come funziona?” … cosa risponderò? Aspetta, ti farò sapere in giornata, intanto mi informo.


 

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