7 marzo 2012 18:40 iNicolò

iNicolòNon mi riconosco più.
Stasera molto probabilmente sarà presentato iPad 3 eppure non me ne frega niente. E pensare che fino a due anni fa sarei stato in trepidante attesa dell’evento.

Pian piano mi sto rendendo conto che in fin dei conti tutte ste diavolerie non mi danno più tanta soddisfazione, è più il tempo che passo per la loro “manutenzione” (in verità non necessaria, è solo una mia pignoleria) dell’uso vero e proprio che ne faccio, dell’utilità che ne traggo.
Una grande verità: le cose che possiedi, alla fine ti possiedono.
Per me è esattamente così. Specie con i dispositivi tecnologici non riesco a limitarmi ad un uso superficiale o strettamente necessario. Mi leggo il manuale d’uso da cima a fondo, esploro e metto alla prova ogni funzione del dispositivo e per forza qualche pecca salta fuori… e puntalmente divento insofferente.
“Mannaggia, ha qualche difetto, manca qualcosa, si poteva fare meglio!

E per giorni mi tormento: “e se invece avessi preso l’altro modello?
Comincio anche ad auto-convincermi che, tutto sommato, non mi serve: “lo rivendo subito su eBay?

Il mio iPad (iPad 1) non ha ancora spento la sua seconda candelina ma ormai, nonostante la smodata adorazione dei primi tempi giace inutilizzato da qualche mese. E’ un prodotto eccezionale, curatissimo, innovativo, un gioiello, eccetera eccetera … ma semplicemente non mi serve. Pur ammirando i prodotti Apple mai e poi mai vorrei un iPhone o altro smartphone: dovrei accudirlo come un figlio, sincronizzarci la rubrica, le email, le foto, caricare la batteria tutti i giorni… per carità! Un tempo avevo anche la passione per i telefoni cellulari ma da qualche anno è svanita e difatti tiro avanti col mio obsoleto Samsung.

Tutto merito di mio figlio Nicolò.
Come già scritto sul blog ero partito male nel mio nuovo ruolo di padre, i primi mesi sono stati durissimi e talvolta mi sono domandato chi me l’avesse fatto fare. Grossomodo a partire dal sesto mese ho cominciato a riprendermi, dopo un anno la situazione è nettamente migliorata fino a diventare la convivenza fantastica di oggi, due anni e mezzo dopo.
Ora sì che è un piacere avere un figlio e sono felice mi tenga forzatamente lontano da computer e altri svaghi simili.
Ricordo il mio incredulo stupore quando Nicolò invece della singola parola ha formulato una frase di senso compiuto… Soddisfazioni e divertimenti ben diversi di un benchmark che mi riporta quanto la nuova RAM installata mi faccia andare più veloce il Mac, oppure l’aver scaricato un bel software che “potrebbe” servirmi e invece non userò mai più.
Sto volutamente estremizzando, un po’ di passione è comunque rimasta sebbene sia più superficiale di prima e “meno necessaria”. Qualche hobby nella vita ci vuole e, come scriverò prossimamente, ci sono caduto di nuovo.

2 risposte a iNicolò

  1. Tiziano scrive:

    Caro Roby stai semplicemente diventando Padre, non in senso religioso, ma
    Padre con la P maiuscola in senso umano; piu’ si cresce e si diventa adulti
    e piu’ contano i rapporti interpersonali e il relazionarsi con gli altri, in particolare con i figli. Per esempio pensa alle persone anziane, nella loro vita
    la tecnologia ha veramente poca importanza, loro hanno raggiunto il massimo
    livello di consapevolezza, e cioè che la rapporto piu’ bello e costruttivo nel
    tempo è quello umano. Saluti

    • Roberto scrive:

      Finalmente un commento online da Tiziano! Grazie! 😉
      Sì penso proprio sia come dici. Spero di non arrivare ad azzerare del tutto i miei hobby, mi dispiacerebbe.
      Intanto con l’iPad ci gioca di tanto in tanto Nicolò. Un trastullo da 700€. Incredibile l’essere umano, ha capito facilmente come scorrere le schermate e lanciare le applicazioni toccando le icone: un tocco né troppo lungo né troppo corto, altrimenti non partirebbe.

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