11 febbraio 2012 14:54 Miei cari Hard-Disk

Ho da sempre una gran passione per questi dispositivi, quasi una mania.
Non tanto per la loro capacità di immagazzinare dati bensì per l’altissima tecnologia che li fa funzionare. Li troviamo ovunque e a buon prezzo, paradossalmente arrivano a costare meno di un banale aspirapolvere o rasoio elettrico. Eppure al loro interno c’è un capolavoro di elettronica, meccanica e software.

Il mio amore sfrenato per questi dispositivi risale ai tempi dell’Amiga, quando l’arrivo del mio primo hard-disk Quantum da 20MB ha in buona parte limitato il continuo e noioso scambio di floppy disk nel computer. Probabilmente chi non ha vissuto l’era dei dischetti da per scontato un hard-disk, considera normale che ci sia e che faccia il suo dovere senza minimamente domandarsi come avvenga.

Forse è il lavoro che faccio (mi occupo di elettronica) a spingermi a cercare di capire come funzionano le cose e intuirne le difficoltà.
Qualche anno fa ho trovato su internet un paio di articoli che descrivono brevemente cosa c’è dentro un hard-disk e come funziona. Articoli non troppo superficiali ma nemmeno esageratamente tecnici da risultare difficili e noiosi: insomma proprio ben fatti secondo me.
Questo descrive (con numerose foto) le parti che lo compongono, quest’altro come sono organizzate le tracce e relativa lettura/scrittura. In inglese.
Quando l’ho letto per la prima volta, avevo le lacrime agli occhi dalla commozione! (scherzo ;-))
Questa animazione ad esempio dimostra come la soluzione chiamata ‘intelliseek’ riduce rumorosità e consumi, posizionando le testine a velocità “moderata” e “giusto in tempo” per intercettare il passaggio sotto di esse del dato che interessa. Facile a dirsi, ma a farlo… rabbrividisco solo a pensarci.

Sono un fissato dello SMART degli hard-disk. L’idea che il gioiellino possa darmi informazioni sul suo stato di salute mi affascina, al punto di sperare che prima o poi questi test auto-diagnostici mi segnalino una qualche avaria.
Mai successo, né ho mai conosciuto qualcuno che abbia trovato realmente utile lo SMART per predire una rottura. Se non altro serve per tenere sotto controllo la temperatura del dispositivo.
A proposito, ho letto che la condizione termica ideale è sui 40°C … ho invece sempre pensato che il disco stesse meglio al fresco. Non è così, c’è chi sostiene che temperature troppo basse rendono eccessivamente denso il lubrificante presente nelle parti meccaniche causando possibili difficoltà all’avvio del motore. Ecco perché il più delle volte, se un hard-disk si guasta o manifesta problemi, questo accade all’accensione.
A questo link trovate un serio studio condotto sui guasti più comuni. Confesso di non averlo letto tutto. Di interessante riporto un grafico che dimostra come temperature sotto i 25°C siano dannose al pari di quelle sopra i 50°C.

In verticale (sulle ascisse) abbiamo la probabilità di rottura di un hard disk (l'AFR%), che deve essere più bassa possibile. Le temperature statisticamente migliori sono comprese tra i 35 e i 45°C.

A temperature basse, tra i 15 e i 30°C e nei primi mesi di vita di un hard disk, la probabilità di rottura aumenta (probabilmente a causa di parti meccaniche riuscite meno bene in fabbrica). Dai 40°C in su invece, aumenta la probabilità di rottura entro i 3 anni.

La marca che prediligo è Western Digital: oltre a godere di ottima fama è l’unica che finora non mi ha mai dato problemi (e spero di non essere smentito dai fatti!). A parte le più improbabili (Palladium!), nel corso degli anni ho avuto varie brutte esperienze con i comunissimi Seagate e Maxtor. E dire che ho sempre avuto la massima cura per loro, sia nel maneggiarli che nell’evitare spegnimenti/accensioni troppo ravvicinati per consentire alle testine di parcheggiarsi senza stess (!).

WD MyPassport

Di tanto in tanto, in balia della mia tipica febbre da shopping, se non ho altre necessità ricado immancabilmente sull’acquisto di hard-disk.
Ho da poco comprato un secondo HD portatile da 500GB, ovviamente un WD modello MyPassport, piccolo, leggero e secondo me anche bello.
I consumi di corrente sulla porta USB sono ridotti, difatti non ho mai avuto problemi ad alimentarlo su qualsiasi computer o media-player. Al contrario un Maxtor (un po’ più vecchiotto, va detto) è decisamente più esigente in fatto di corrente, difatti viene fornito con cavo USB doppio in modo che all’occorrenza possa prelevare energia da due porte. E ultimamente si è fatto più esigente, anche dove prima si accontentava di una sola porta USB ora ne vuole due. E dire che, come accade spesso per i dischi esterni, le ore di lavoro sono molto limitate.

MAXTOR Basics

La curiosità mi ha spinto anche a misurare la corrente assorbita da questi dischi USB. Mi aspettavo molto meno dallo StandBy.

WD MyPassport
StandBy:    140 mA   (0,7 Watt)
Idle:       250 mA   (1,3 Watt)
Read/Write: 470 mA   (2,4 Watt)

Maxtor Basics
StandBy:    240 mA   (1,2 Watt)
Idle:       320 mA   (1,6 Watt)

Read/Write: 600 mA   (3,0 Watt)

Infine ecco i link ad una visita fatta all’interno di una fabbrica dove si producono hard-disk. Tante fotografie, al termine della lettura probabilmente sarete più indulgenti verso il vostro disco se talvolta fa i capricci.
Questo il link in italiano, questo è l’originale in inglese.


[AGGIORNAMENTO 22/02/2012]

Uh! Ecco un ricordo! Scrivere subito per non dimenticare.

Diversi anni fa un hard-disk interno cominciò a darmi problemi: rumori poco rassicuranti e di tanto in tanto strani rallentamenti di Windows. Credo non esistesse ancora lo SMART ma c’era un’utility di diagnostica fornita dalla stessa Maxtor per il PC avviato in MS-DOS. Immagino non facesse altro che testare i cluster del disco.
Che brivido quando il test mi informò di un guasto al disco! Suggeriva pure un immediato backup dei dati e la restituzione alla Maxtor: per fortuna rientrava (di poco, che fortuna!) nella garanzia di 2 anni.

Non avevo mai spedito qualcosa ad una così grande azienda internazionale. Ero certo che il mio pacchetto sarebbe finito dimenticato chissà dove e avrei aspettato mesi prima di averne notizie.
I tempi di attesa furono, contro ogni mia pessimistica previsione, assai ragionevoli: in 2 o 3 settimane ricevetti un nuovo hard-disk! Sembrava nuovo in tutto per tutto e di certo non era lo stesso che avevo spedito (l’avevo fotografato prima di impacchettarlo!)…
La mia più grossa curiosità durante l’attesa era: me ne daranno uno nuovo? Sì, per forza, chi si mette a riparare un hard-disk?! Come fai?! Impossibile.

Mi accorsi, non subito, che sull’hard-disk tra le altre scritte ce n’era una che non ricordavo di avere mai visto: REFURBISHED. Boh?! Termine inglese mai sentito prima… vado a vedere il significato sul dizionario: ristrutturato.
Cioè?! Sarei proprio curioso di sapere come si ristruttura un hard-disk! Da “tecnico” mi verrebbe da pensare, come soluzione più fattibile e sbrigativa, che si selezionano meccaniche e schede elettroniche funzionanti poi le si accoppiano, facendo così di due hard-disk guasti uno sano.
Conviene? Ho avuto il dubbio che fosse solo una questione commerciale, ovvero i dischi restituiti sono in realtà nuovi ma scrivono REFURBISHED per non far capire all’utente che il guasto in fin dei conti gli è convenuto.

Inutile dire che questa “avventura” mi ha costretto ad acquistare un ulteriore disco per riversare i dati prima della spedizione di quello guasto. E quindi alla fine me ne sono ritrovati due e, a ben pensarci, dubito ci abbia rimesso la casa produttrice.

Nel tempo il disco non-nuovo ha funzionato senza problemi.


4 risposte a Miei cari Hard-Disk

  1. Prince scrive:

    Adesso ho capito perchè sto pc non va niente: mi si congela anche il lubrificante dell’hard disk a 10gradi! (che tra l’altro non sono neanche contemplati nel grafico). A proposito, più o meno quanto costeranno gli hard disk esterni? (anche con pochi GB, per eseguire i back up).

    • Roberto scrive:

      E’ vero!! Povero il tuo PC, lavorare in condizioni così proibitive…
      Da pochi GB non lo trovi, un 500GB costa poco meno di 100€.
      Guarda caso il mio Maxtor (di cui sopra) è in vendita. ;-).

      PS: basta con l’immagine anonima!

  2. MORENA scrive:

    Ciao Roby sono la Ragazza del prince,lui si preoccupa del suo pc che deve vivere nei 10 gradi…ed io?Non pensa a me che potrei morire congelata a quella temperatura?Spero che una volta che vivremo insieme non mi faccia patire così tanto il freddo,forse nemmeno lui è tanto normale…pensa che quando viena a casa mia e andiamo in salotto a vedere la tv si mette il maglione e non ci sono certo 10 gradi!boh!!!ciao a presto.Morena

    • Roberto scrive:

      Aaahh come ti capisco!
      Non vorrei essere nei tuoi panni. 😉
      Ma… quando andate a vivere assieme?? Dai che la casa si fa vecchia!!

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