26 gennaio 2012 16:52 Comprare casa: la sentenza (quarta e ultima parte)

ingiustiziaBrevemente un riassunto per chi non ha voglia di leggersi le puntate precedenti.
Il Comune ha venduto un appartamento PEEP a prezzo agevolato. L’acquirente dopo un paio d’anni tenta di rivenderlo a prezzo di mercato, ignorando la convenzione del Comune che imponeva il prezzo di vendita (l’avrebbe venduto al doppio, circa 170mila euro di puro guadagno!) .
Stavo per acquistare l’appartamento a prezzo pieno perché venditore, agenzia immobiliare e notaio non mi avevano informato di nulla. Me ne sono accorto troppo tardi, poco prima del rogito e ormai avevo già pagato un sostanzioso anticipo.

Quindi ho fatto causa al venditore.

Finalmente è arrivata la sentenza, dopo “appena” 4 anni e mezzo. E’ stata emessa i primi di dicembre, depositata in cancelleria la quale avrebbe dovuto notificarla alle parti ma trascorso un mese non l’aveva ancora fatto perché oberati (?) di lavoro. Fortunatamente il mio avvocato si è recato di persona per sentire se c’erano novità, altrimenti potevo solo continuare ad aspettare rassegnato.

Difficile stabilire se è andata a buon fine oppure no: in pratica si tratta di un nulla di fatto, tutti amici come prima. Il giudice ci ha liquidati sostenendo che è facile cadere in errore a causa del caos legislativo che regola l’edilizia PEEP.

C’è stato il classico cavillo legale.
La causa era stata intentata per avere l’appartamento conteso al prezzo stabilito dalla convenzione. L’inghippo è uscito sull’articolo 35, riportato nel documento redatto dal Comune: quando è stato fatto, quell’articolo non era più in essere già da anni. Tuttavia il Comune ha comunque facoltà di fare le convenzioni, di proporre abitazioni PEEP a prezzo agevolato: semplicemente ha menzionato un articolo sbagliato, se l’avesse omesso tutto sarebbe filato liscio e avrei vinto la causa.
In definitiva il giudice ha dato più peso alla forma che al contenuto.

Finalmente riavrò i miei soldi, caparra più anticipo e ognuno pagherà le proprie spese legali.
Ciò che mi rattrista ed ha fatto crollare a ZERO la mia fiducia nella giustizia è questo: non conta nulla se il tentativo di truffa è palese, non importa se ci si arricchisce a scapito del prossimo (coloro che hanno veramente necessità di alloggi PEEP), quello che conta è presentare una causa bella carina, con tutti i bei numerini degli articoli corretti e al posto giusto. Ritenevo che i giudici fossero esseri umani, non computer che se non trovato i bit esattamente nel formato previsto scartano il file.

PS: Se avessi il coraggio di andare avanti ricorrendo in appello, a detta dell’avvocato se ne riparlerebbe nel 2020! Viva la giustizia!

PS: Per chiudere la faccenda ci siamo dovuti recare dal notaio, 10 minuti del suo tempo in cui ha letto mezza paginetta dell’atto mi sono costati 800€!! Per quella cifra devo lavorare almeno 2 settimane, lui 10 minuti!!
Mi è difficile non ricordare che parte della resposabilità di questa tentata truffa va attribuita proprio al notaio che ha stipulato il compromesso, doveva essere il garante della legalità e invece “non ha notato” l’invalidità del prezzo attribuito all’appartamento.

Aaahhh come mi girano le peep!

[ Link alla Prima, Seconda, Terza e Quarta parte ]

7 risposte a Comprare casa: la sentenza (quarta e ultima parte)

  1. Mario Besi scrive:

    Mi spiace per questa esperienza.

    Mi sembra di capire che comunque alla fine qualcosa ti riprendi.
    Il mio papà invece corse il rischio di perdere la casa per via della probabilità di fallimento del venditore. Per due anni visse con questo incubo.

    Riguardo al notaio tieni conto che c’è da mantenere gli impiegati dello studio e poi tutto il lusso dello studio, se c’è.

    Ciao da Mario
    Starei qui a raccontartene tante ma devo andare a casa da mia sorella.
    Complimenti per la genuinità della pagina.

  2. gloria scrive:

    Letto la sentenza, non l’avevo trovata prima!!! Spero che il discorso che non abbia L’AGIBILITA’ mi possa aiutare, in quanto il mio legale ha trovato diverse sentenze in cui in assenza di esso il compromesso è nullo. Inoltre a noi sta succedendo che il proprietario sta vendendo ad un altro per circa 100mila eu…qaul’ora sul loro rogito ci fosse scritto 100mila, dovranno giustificare come mai a noi lo volevano rifilare per 160!!! e non mi stupirei se sull’atto del rogito scrivessero addirittura 80mila! Nel tuo caso, non avevano in seguito venduto ad altri?
    grazie

  3. gianuigi scrive:

    Sono venuto a conoscenza di un fatto molto piu’ grave.
    Nel compromesso, e nel successivo rogito notarile NON è presente
    alcun richiamo al vincolo della convenzione con il comune.
    C’e un semplice riferimento “proprietà superficiaria” che non vuol dire
    proprio nulla, perchè è quello che prevede il codice civile quando
    si è in presenza di immobili realizzati in aree di altri proprietati.
    Per di piu’ sul rogito c’è la cifra reale pari a 350 mila euro.

    Ricordo, ai nostri lettori che tale immobile è stato pagato, dal primo
    proprietario, 23 mila euro.!!!!! Giudicate Voi………………………….

  4. paolo scrive:

    No, non ho capito .
    Tu scrivi ” Finalmente riavrò i miei soldi, caparra più anticipo e ognuno pagherà le proprie spese legali.”
    “Se avessi il coraggio di andare avanti ricorrendo in appello, a detta dell’avvocato se ne riparlerebbe nel 2020! ”
    Perchè volevi ricorrere in appello se hai avuto i soldi ?
    Ciao

    • Roberto scrive:

      Per non pagare le spese legali, essere risarcito dei danni morali, punire questa tentata truffa e magari acquistare quella casa al prezzo imposto dalla convenzione.

  5. Germano scrive:

    Concordo con Roberto……il Giudice avrebbe avuto l’obbligo morale e giuridico di imporre come alternativa alla restituzione dei soldi (mi sembra il minimo) l’acquisto al prezzo di convenzione…..invece avanti con il prossimo pollo da spennare…questa è l’Italia!!!

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