28 agosto 2011 23:58 Blog chiuso per ferie

Pare che il blog sia stato in ferie per tutto il mese di agosto, ma in realtà non erano queste le mie intenzioni: eppure, paradossalmente, sono riuscito a dedicargli meno tempo rispetto a quando lavoro.

Quest’anno le settimane di ferie sono state solo tre: gli anni passati l’azienda per cui lavoro chiudeva abitualmente per l’intero mese di agosto e questo era il mio spensierato programma:
Prima settimana: dò sfogo a tempo pieno ai miei hobby.
Seconda settimana: ancora hobby.
Terza settimana: gli hobby cominciano a stufarmi e parte del tempo finisce in ozio totale.
Quarta settimana: noia, questo è l’indicatore che mi sono goduto le ferie, ho fatto tutto ciò che avevo programmato, ed è tempo di tornare a lavorare.

Avendo ora un figlio di quasi due anni la situazione è diversa: anche le giornate di ferie sono state scandite dai suoi ritmi, per lo più portandolo al mare. E qui sarebbe lecito dire: che vuoi di più? te ne vai al mare tutti i giorni!
Premetto che non sono amante del mare, se non a piccole dosi.
L’immagine che mi è sempre venuta in mente se provavo ad immaginarmi questa situazione, era un bimbo che gioca pacifico con la sabbia sotto l’ombrellone ed il genitore beatamente disteso sul lettino a leggere un buon libro.
Difficilmente è così.
In particolare mio figlio è un “corridore instancabile” per cui spesso dovevo inseguirlo mentre girava qua e là per la spiaggia spingendo appassionatamente la sua carriola. Se non l’avesse fatto così tanto spesso, sarebbe stato davvero piacevole vederlo camminare a passo svelto, bandana in testa e tutto concentrato a spingere il suo mezzo da lavoro… pareva proprio uno scrupoloso muratore in minuatura.
In alternativa, tra un’escursione e l’altra dietro la carriola, venivo reclutato per scavare buche nella sabbia.

Di tempo libero da dedicare a me stesso avevo un paio d’ore durante il sonnellino pomeridiano di Nicolò, che per lo più sfruttavo leggendo un libro… e altre due ore la sera quando lui andava a letto.
La serata la dedicavo spesso a Internet o televisione. Ho dato sfogo alla mia passione per i telefilm retrò, registravo episodi di Miami Vice e NYPD Blue in onda ad orari improponibili e li rivedevo comodamente la sera.
Sono anni che tutte le estati mi guardo le repliche di Miami Vice: adoro questo telefilm, il mio preferito per la sua atmosfera noir, la colonna sonora e soprattutto per i finali imprevedibili e non necessariamente a lieto fine.
NYPD Blue sebbene negli anni l’abbia seguito in maniera più sporadica, mi piace per il suo realismo senza esagerazioni, non c’è il superpoliziotto infallibile e senza macchia.

Sono anche tornato bambino per qualche sera. Non so come, mi è tornato in mente un cartone animato: Starblazer. Ai tempi non era nemmeno tra i miei preferiti, perché a differenza degli altri questo aveva una trama e gli episodi erano legati tra loro: troppo impegnativo per un ragazzino! Eppure era esattamente il genere che mi piaceva e piace tuttora: un futuro in cui un’astronave col suo equipaggio esplora lo spazio ignoto, molto simile a StarTrek.
Con gioia (grazie Internet!) mi sono guardato anche l’episodio uno! Da bambino era raro riuscire a vedere il primo episodio di un cartone animato poiché non essendo pubblicizzato mi accorgevo della novità per caso o tramite passaparola quando la serie era ormai già iniziata.

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